Info riguardo l'utilizzo di prodotti vegetali coltivati nel territorio circostante la zona dell'incendio del COSMARI

pubblicato 17 lug 2015, 06:20 da Associazione nuovaSALVAMBIENTE
Molti dei partecipanti all'assemblea di venerdi 10 luglio hanno manifestato perplessità riguardo l'utilizzo di prodotti vegetali coltivati nel territorio circostante la zona dell'incendio del COSMARI. Ovviamente la NS non ha né l'autorità né la competenza specifica per dare queste risposte. Ci limiteremo perciò ad indicare fonti consultabili facilmente su internet pubblicate dal Ministero della Salute. Per facilitare la lettura riportiamo fedelmente alcuni stralci.
www.salute.gov.it
http://www.salute.gov.it/imgs/c_17_pubblicazioni_821_allegato.pdf
pag.13 Le diossine possono depositarsi sul suolo e sulle parti arboree dei pascoli e dei seminativi rendendosi così disponibili per l’ingestione da parte degli animali da pascolo e da allevamento; possono inoltre essere trasportate dalle acque superficiali e raccolte nei sedimenti e raggiungere quindi la fauna ittica. Pag. 14 le diossine possono impattare suolo, corpi idrici e vegetazione in due modi: o si dissolvono nelle precipitazioni o sono associate al particolato rimosso dalle precipitazioni. (…) La persistenza di TCDD (tetracloro-dibenzo-p-diossina) negli strati superficiali del suolo è stimata con un’emivita* pari a 9-15 anni, mentre l’emivita stimata per gli strati più profondi è di 25- 100 anni. Pag.15 L’ambiente acquatico può ricevere le PCDD/F )(sigla che indica insieme di diossine e furani) (...) Una volta immesse nei corpi idrici le diossine possono volatilizzare e quindi rientrare in atmosfera Pag.16 Le diossine sono molecole scarsamente idrosolubili, ma trovano nell’acqua un’ottima via di diffusione una volta adsorbite sulle particelle minerali ed organiche che si trovano in sospensione su di essa. (…) I vegetali possono essere contaminati da sostanze inquinanti attraverso tre meccanismi: 1. assorbimento radicale (trasferimento dell’inquinante dal suolo alla parte alta della pianta attraverso l’assorbimento da parte delle radici); 2. volatilizzazione dal suolo; 3. deposizione atmosferica (direttamente sulle foglie). Pag 17 L’assorbimento radicale di diossine da parte delle piante rappresenta una via di contaminazione poco significativa (...). Una importante eccezione riguarda la famiglia delle cucurbitacee (zucchine, zucche, ecc.), le quali rilasciano particolari sostanze nel suolo (essudati radicali) che sono in grado di mobilizzare le diossine in prossimità delle radici rendendole disponibili all’assorbimento radicale.(...) Per quanto riguarda i vegetali che crescono sottoterra, come patate e carote, essendo trascurabile l’assorbimento radicale, i bulbi sono interessati solo da un assorbimento superficiale dovuto al contatto diretto delle diossine presenti nel suolo e quindi la rimozione della buccia comporta l’eliminazione del contaminante. (…) Un’altra via attraverso la quale i vegetali possono essere contaminati è rappresentata dalla volatilizzazione di diossine dal suolo ed il conseguente assorbimento del vapore da parte delle foglie: tale meccanismo di contaminazione è rilevante solo se il suolo considerato presenta alte concentrazioni di diossine. (…)La deposizione atmosferica può essere classificata secondo tre diverse tipologie: • deposizione secca di gas; • deposizione secca di particolato; • deposizione umida. Pag. 18 la via di contaminazione più significativa è rappresentata dall’assorbimento della fase vapore con un contributo di PCDD/F di circa il 66% (…) la deposizione atmosferica di queste sostanze rappresenta una via di contaminazione molto significativa per i vegetali, poiché le diossine che si depositano sulla loro superficie, insieme ad altre particelle atmosferiche, vengono assorbite dalla cuticola cerosa presente sulla superficie fogliare. Una volta che le diossine sono fissate sulla superficie delle foglie non presentano mobilità all’interno della pianta, in quanto non vi sono meccanismi in grado di trasportare queste sostanze all’interno dei tessuti dei vegetali. I fattori principali che controllano la deposizione di diossine nella fase vapore sono la concentrazione in atmosfera di PCDD/F, la superficie di esposizione, la quantità e la qualità delle strutture cerose ed altre caratteristiche delle piante: dati sperimentali indicano che, per un breve periodo di esposizione, maggiore è la superficie specifica di esposizione della foglia, maggiore è la quantità di diossine assorbita.
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